Contatore

martedì 30 novembre 1999

ARIA COMPRESSA NELLA TESTA #2



Omine mannu e su kelu, falande sese?



Ogni bambino ha nella sua testa una sola certezza: che la sua mamma sia la più bella del mondo.
Ecco, per me è sempre stato così per la storia della mia Isola. Ogni storia regionale è di per sé interessante, ma trovo che la nostra abbia delle caratteristiche uniche, e purtroppo misconosciute ai più. Per fortuna non ho mai avuto bisogno di chiedermi a che cosa servisse studiarla, il rapporto tra memoria e futuro mi è sempre apparso chiaro, e con gli studi è diventato una malattia.
«Lei è malato di storia!» mi disse un mio professore – mia alma mater – dell’università.
In questa Isola è bene che persino, o soprattutto, un sindaco di un piccolo paese conosca quello che è accaduto nella sua terra prima di prendere delle decisioni. Chiedetelo ai sindaci di Nuoro che da venti anni provano a chiudere le terre di Sa serra che la storia da millant'anni ha adibito ad uso comunitativo.
«Un paio di settimane in archivio e ne uscirete con le mani grondanti di sangue» aveva detto senza enfasi il professore presentando uno studio sulla criminalità in Gallura nel ‘700. Avevo vent’anni e l’avevo ritenuta proprio una espressione enfatica: adesso che le ore in archivio a leggere le carte le ho fatte anche io la malattia si è acuita: quando esco dal massiccio edificio ottocentesco di Via Gallura cammino sulle macerie altrui.
In questa Isola Luca Barbareschi si candida per andare a divertirsi a Roma. Naturalmente PdL.
Ne avevamo bisogno.


Omine mannu e su kelu, falande sese?



L’avevano fatto anche Marcella Bella e Vittorio Sgarbi, e non ci avevo fatto molto caso. Questa volta mi sono infuriato: ma siamo ritenuti davvero così deficienti? Intervistato giorni fa dal Giornale di Sardegna, il vacuo imbonitore sostiene di avere molte caratteristiche in comune con “noi”.
Ma chi ti conosce?
«Perché non con i siciliani?» gli chiede invece un poco sveglio giornalista (ma perché non con i lombardi o i veneti??). Eh no, non c’è niente da fare «questa terra così specifica, unica» è fatta apposta per lui. «Verrò in Sardegna per farmi conoscere» sostiene. Ma vieni pure. Ci dirai cosa ne pensi del Piano di Rinascita, cosa del problema della zona mineraria dell’Iglesiente, cosa dei problemi legati all’industrializzazione di Ottana e della Barbagia. Ci dirai soprattutto cosa vuol dire avere venti o trent’anni in Sardegna oggi, tu che ci hai sempre vissuto.


Omine mannu e su kelu, falande sese?
Padre grande del cielo, perché non scendi e te lo porti via?











 




La prima aria compressa sta qua.


Nessun commento:

Posta un commento