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martedì 30 novembre 1999

BAMBINI? NO GRAZIE #2

Detesto i bambini, questo i miei affezionati lettori – meglio, le mie affezionate lettrici – l’avranno capito. Sporcano, fanno rumore, mi disturbano in spiaggia (spesso tutte le tre cose assieme).
Inoltre non leggono Kafka.
«Ehi ehi scusa, bambino! Hai mai letto Kafka?»
«Ma ho otto anni!»
«In galera! In galera!!»
Ad esempio.
L’altro giorno me ne stavo bel bello in spiaggia a contarmi i peli delle gambe quando si piazza davanti a me la classica “madre-con-bambino”. Bene, che bello.
In pochi minuti lui comincia a girare attorno all’ombrellone – immagino stesse giocando – emettendo questo suono: aaaaadaaaa-aaaaadaaaa.
Continuamente. La cosa divenne ben presto una ecolalia insopportabile, tanto è vero che pensavo di chiedere alla madre: «Mi scusi signora, suo figlio è autistico o è semplicemente un rompicoglioni?».
Ma lasciai perdere, e visto che non potevo certo leggere con quel fastidio il mio Corrado Alvaro, e che considero svilente per la musica ascoltarla per coprire altri rumori, passai il resto del tempo a pensare come mi sarebbe piaciuto di più ucciderlo. Con un unico colpo secco o lentamente tra atroci dolori?
Eh, dura decisione.
Quando ero al liceo mia cugina d’estate mi faceva guardare i suoi due figli piccoli. Piccoli neanche tanto, erano sufficientemente autonomi, ma non era ancora il caso di lasciarli soli. Per paura che facessero o si facessero danno, li tenevo, terrorizzato, sotto costante osservazione e in uno stato di disciplina che neanche a Guantanamo. Era tutto un: «Fermo!» «Lascia quella palla!» «Attento al bicchiere!», «Coca cola?? Scordatela!» ecc., una roba che Himmler in confronto era un chierichetto. Praticamente se li avessi legati e imbavagliati avrei fatto prima. Un giorno però succede un imprevisto che non mi aspetto. Chiamo esagitato mia cugina:
«Mari? Tuo figlio sta cagando!»
«…»
«Voglio dire, roba da pazzi! Come se niente fosse, ha detto: “Devo fare la cacca”, è andato in bagno e… per Dio non ci crederai ma ha fatto la cacca!»
«…»
«Cosa devo fare? Cosa devo fare??»
«Pulirgli il culo»
«Pulirgli il culo? E come glielo pulisco il culo?»
«Tu come te lo pulisci il culo?»
«Io? Prima con la carta igienica e poi nel bidé»
«Ecco bravo. Fai la stessa cosa».


 




Il falcone racconta del suo amore per i bambini anche qua.

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