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martedì 30 novembre 1999

FENOMENOLOGIA DELL’AUTISTA DEL CTM











Una delle cose che mi colpì di più durante un viaggio a Milano fu vedere le persone che, appena scese dall’autobus, per attraversare la strada vi passavano davanti. Ho pensato: “Bene! Se lo fanno a Cagliari sarebbe ecatombe”. L’autista del CTM è infatti un personaggio che merita di essere approfondito, lo farò per la vostra edificazione.
L’autista del CTM tipo è maschio, sui 50, grassoccio, e ha sempre la barba di due giorni.
L’autista del CTM guida con una mano fuori, sempre. Estate o inverno. Questo gli permette di salutare gli autisti che incrocia sugli altri mezzi (uno ogni 30 secondi).
L’autista del CTM parla pochissimo o quasi mai. Sovente non risponde nemmeno: «Scusi va al Brotzu?». Risposta un gesto con la mano interpretabile in: «Sì» «No» «Boh!».
L’autista del CTM parla rigorosamente in cagliaritano stretto. Una volta ho visto due inglesi chiedere, sforzandosi di parlare un italiano comprensibile, informazioni per il Poetto e, giuro, l’autista rispondere in cagliaritano.
L’autista del CTM ha un suo senso del pudore. D’estate tiene chiuso persino un bottone della camicia d’ordinanza. In bella vista collane e pelazzi che Mario Brega è un chierichetto.
Ma dico io, toglitela direttamente no? Dai, sei più credibile.
L’autista del CTM d’estate apre, per la salita, solo la porta davanti. Questo gli permette di squadrare ben bene le pivelle seminude.
L’autista del CTM chiude la portiera appena hai toccato terra, preferibilmente, quando hai ancora un piede sull’autobus.
L’autista del CTM dopo le 22 guida l’autobus come uno scooter.




Menzioni speciali





L’autista del 5. Autista-meccanico-elettricista. Impavidamente scende sotto pioggia battente o caldo africano per rimettere i cavi del filobus o aggiustare il motore. In media, due volte al giorno. Ė educato: mai più di due o tre bestemmie, anche e specialmente davanti a Bonaria. Le vecchiette si segnano.
L’autista dell’1. In Corso Vittorio, con grande perizia passa in spazi da bicicletta. Via strettissima piena di alimentari, sovente si ferma a parlare con quelli che scaricano la merce fermando il traffico (10 minuti). In cambio i passeggeri ottengono notizie sulla moglie, sul compare, su Cellino che è stato di nuovo inquisito.
Gli autisti per il Poetto d’estate. A rischio infarto, riescono a sopravvivere ogni anno.



27 commenti:

  1. ho passato anni e anni della mia vita ad urlare APRI DIETRO,PER FAVORE!! e LA FERMATA ,CAZZO!!!

    alcuni autisti erano veramente mitici però.e si assomigliano un pò tutti,in sardegna come nel lazio meridionale

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  2. Simpatici, però, gli autisti del CTM.

    Non sono molto diversi da quelli dell'ATAC.

    Sentire i giapponesi che cercano di sillabare l'imprecazione preferita dai romani ripetendo tre o quattro volte di seguito "moltaccitua" e ridendo a crepapelle è un divertimento unico.


    Ho un ricordo di quando avevo 13 anni. Un giorno, per andare a scuola, prendo il 111 con capolinea a Piazzale del Verano e una signora distinta e in pelliccia si avvicina all'autista e fa "Mamma mia che triste quel palazzo... ma come fanno a vivere in case con finestre così piccole? Io non potrei mai!Ho bisogno d'aria... di luce...".

    L'autista le lancia uno sguardo strano, apre la porta anteriore, butta la cicca (ancora si fumava sugli autobus, naturalmente) e le fa "A signo', a quelli lì nun je frega gnente de le finestre piccole. Nun abbisognano né de luce né d'aria. Lì nun c'abbbitano mica. Quello è l'obbbitorio!".

    Rido ancora quando ripenso alla faccia della Signora...


    'Notte Falc

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  3. Gli autisti del CTM si fermano in mezzo agli incroci per sbirciarti la scollatura dall'alto.

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  4. Bellissimo...e ti suggerirei un parallelo con gli autisti dell'arst!!!

    Almeno son simatici, a Roma ne avessi trovato uno che non rispondeva con un grugnito!!!

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  5. hahahahahahahaha


    molto divertente :-)

    Ciao falcuccio

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  6. Eh, M3lind4... a Roma gli autisti hanno una vita molto più dura degli autisti delle piccole città... una volta, infatti, erano molto più simpatici e disponibili al colloquio, ora molto molto meno...

    Ma tu sorrideresti e scherzeresti se guadagnassi 900 € al mese facendo i turni (notti, sabato e domenica) guidando 6/8 ore al giorno nella bolgia capitolina?


    Io credo che mi sparerei dopo 1 giorno... infatti io non guido a Roma da 18 anni. Voglio morì vecchia, io!

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  7. ti racconto di un guidatore della nostra ATAF (l'azienda fiorentina): una vita fa (avevo 16/17 anni) usciti di scuola, io e i miei compagni, prendemmo il bus per tornare a casa...c'era un bel casino, lo ammetto ma una marea di adolescenti dopo 5/6 ore di lezione è normale che lo facciano. L'autista si lamenta vistosamente del fracasso...poi tace per un paio di fermate. Ed ecco il colpo di genio: alla fermata successiva si ferma, dà un paio di sgassate...inizia a bofonchiare e poi avvisa tutti i passeggeri (oltre agli studenti, anche vecchiettini, mamme, bimbi con nonni e tutta la fauna normale di un bus) che l'autobus è in panne e che dobbiamo scendere. Tutti lo fanno, l'autista chiude le porte e se ne va. Ho sempre pensato che uno così o è un genio o un pezzo di merda di proporzioni cosmiche. Me lo facessero ora lo denuncerei e, probabilmente lo andrei anche a cercare per spianargli la faccia...

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  8. Dei posti in cui ho vissuto i più pittoreschi sono quelli dell'ATAF..a me uno, un anno fa disse sfrotnatamente


    "signorina,, ma lei non è fidanzata?" "no"

    "ahhh...allora ora non ce l'ha un omone che la sculacci a modino Diobono"!


    ....

    ..

    .

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  9. C'è anche qualche bonazzo... lo so per certo...che gira con rayban alto capello castano fisico da calciatore... wou...

    e sempre pronto al sorriso ed ad attaccare anzi sono dicasi il contrario...

    super bacio falco

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  10. Hahaha! Dopo le 22 guida l'autobus come uno scooter è fantastica.

    Eh, questi problemi li abbiamo anche a Roma, dove se prendi il Notturno altro che scooter, sembra di far le pinne con la bmx.


    Ps. Grazie per essere passato! Torna a trovarci!

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  11. @PF1: Direi un genio!

    (tanto non ero su quell'autobus)

    Mi fa venire in mente Tognazzi.

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  12. Mi farei l'abbonamento, mi farei.

    Daniele

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  13. Chissá la faccia dell'autista quando Tonino Camboni, mentre l'autobus arrancava su via Manno, ha sollevato il cappotto e - sotto le urla deglia astanti che lo incitavano ("caga, caga caga!) defecava costringendolo a bloccare il mezzo.

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  14. Confermo il commento di qualunquista. Fatti un giro di notturno a roma. Io pensavo di morire ad ogno curva, si piegava in maniera devastante, però ha detto che non ci voleva uccidere. Sull'autobus solo 5 giovani fanciulle, lui correva verso il baretto a fare merenda...

    O.o

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  15. No, non sai niente, ma fa tenebroso scriverlo:-)

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  16. non sapevo di averti copiato!


    in ogni caso, credo che tutti gli autisti di mezzi pubblici siano dei personaggi. noi ne avevamo uno che chiamavamo l'esteta, per il suo vezzo di dirci di tagliarci i capelli e di non portare piercing...

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  17. utente anonimo3 febbraio 2008 19:56

    Hai dimenticato una sottosezione speciale dedicata agli autisti del Pollicino, che, non so a Cagliari, ma a Quartu corrono come degli ossessi poichè sempre in ritardo. Dal canto tuo puoi solo aggrapparti da qualche parte e sperare che lungo il percorso non ci siano curve, altrimenti è un massacro.

    Ah, le superiori...

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  18. E vogliamo parlare dei maniaci omicidi del 9 e del 19?! E gli schizzati che guidano a luci spente? 1 Q..the best!!!

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  19. e sull'8 per pauli con tutti i personaggi che ci passano non racconti nulla?

    questo post merita di update

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  20. non guidano come se fossero in scooter dopo le ventidue, anche durante l'estate verso le due di pomeriggio l'autista del Ctm si immedesima in Nelson Piquet e fa delle curve spettacolari.

    a me piaceva quando si chiamava ACT e potevi gridargli a ci entrai in su c......

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  21. Risposta un gesto con la mano interpretabile in: «Sì» «No» «Boh!».

    eheh :-)

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  22. utente anonimo15 ottobre 2009 15:54

    questo articolo fa pena

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  23. Una critica ben argomentata, non c'è che dire

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