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martedì 30 novembre 1999

IL BEL TOMO












Il Falcone è solito, nelle ore diurne, spostarsi con gli autobus. Dovendo percorrere un vasto tratto di mare (il Poetto) è una cosa che ama molto fare. Gli capita di prendere perciò spesso alla stessa ora lo stesso autobus, la cui fermata è collocata in una specie di piazzola fiorita.
Ora, in questa, vi trova frequentemente un bel tomo che vi pascola il suo orribile cane: trattasi di bestia con forza taurina, muscolatura compressa e muso allungato tipo formichiere.
Ben inteso, il Falcone adora i cani, molto più dei bambini, per esempio. Costui è un giovine sulla ventina, abbastanza grosso e muscoloso, griffato dalla testa ai piedi, modello pantaloni bassi con boxer in evidenza e relativa griffe, occhiali da sole che gli coprono mezza faccia e spesso ridicolamente posti su una cuffietta o cappellino. Anche di notte. Ė, insomma, un perfetto e spavaldo deficiente, o per dirla col Piotta (e potrebbe forse esserci fonte più autorevole?):
Ignorante con l’abbronzante, abbondante tra le mutande”.
Il falcone ha questo pregio/difetto: gli si legge in faccia ciò che pensa. Anche recentemente durante un master una docente ebbe a dirgli, molto simpaticamente, che mostrava palese rifiuto per le sue lezioni, in maniera inequivocabile.
Come è come non è, anche guardando questo imbecille evidentemente si palesano espressioni non equivocabili, tanto che lui, accortosene, dapprima lo fissa con supponenza, ora palesemente attende il momento per provocarlo o mettergli direttamente le mani addosso, cosa di cui evidentemente smania.
Ora però caso volle che, tempo fa, la mamma di questo ottuso mi fece un pompino.
E vabbeh, cose che capitano.
La memorabile fellatio venne poi antologizzata qua alla voce del “pompino atipico”.
Essendo però decisamente più esile del suddetto, e del resto del tutto alieno da qualsiasi forma di violenza, al Pennuto della blogsfera, di fronte a questa imminente violenza non restano che due soluzioni:


A) Chiedere a Massimino se per gentilezza me lo accartoccia. (Chiamare l’amico, tipo alle elementari)
B) Poggiargli una mano su una spalla e dirgli:
«Su, da bravo, adesso vieni con me che ti racconto che razza di gran  #!@ ?*#  è tua mamma».


 


PS
Il Falcone ringrazia Daniela la Dottoressa del web per averlo messo tra i preferiti, e spera anche lui di poterle mettere qualcosa (tra i preferiti).

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