Contatore

martedì 30 novembre 1999

IL SIGNIFICATO Ė UN SASSO IN BOCCA AL SIGNIFICANTE #2







Cinquanta anni fa un giurista di nome Antonio Pigliaru studiò certi comportamenti di relazione usuali in Barbagia e, trovandoli immutabili e perfettamente rispondenti ad un rapporto di causa effetto, li codificò in un libro  – meglio un manuale di diritto – chiamato Il codice della vendetta barbaricina. Il testo è famosissimo in tutto il mondo, ed è base, insieme ad altri, per uno studio della antropologia di Sardegna. Pigliaru, che era di Orune e purtroppo è morto giovanissimo, forse per primo fece una cosa semplice ma fondamentale: si soffermò sui significati, non sui significanti.
Il contrario faceva invece lo Stato, che nella lotta per sconfiggere il banditismo nascondeva la guerra condotta con forze impari di un forte contro un debole: si creava l’antinomia tra cultura osservata e cultura osservante, tra cultura forte, dominante, nazionale, e cultura debole, regionale, non ancora assurta ad un grado sufficiente di civiltà.
Ah questi sardi, strana gente.
Della loro cultura, quella forte falsificò e declassò il senso, i valori, i significanti e i soggetti della significazione. Ogni gesto del mondo agropastorale, ad esempio, perché incompreso aveva un qualche richiamo alla vendetta, al sangue, al truculento, al ferino, o, bene che andasse, rappresentava la lontananza dalla civiltà (meglio: da ciò che la cultura dominante considerava civile). Si creava il mito della terra misteriosa, non veniva considerato invece come prodotto di una elaborazione altissima e millenaria. Ecco perché, mutatis mutandis, mi viene l’orticaria quando sento giudicare le usanze degli extracomunitari, ed ecco perché inorridii quando Silsilvio – uomo ignorante come pochi – definì quella islamica una civiltà inferiore, scordandosi lui e i bislacchi compari in camicia verde che Averroè tradusse Aristotele anche per loro, e loro malgrado.
La Barbagia – terra di arte e poesia – è tornata oggi in scena sulle pagine nazionali della carta e della TV a causa di un disgustoso delitto. E in TV si sentono echeggiare frasi che fanno tornare in mente la scuola lombrosiana, Niceforo e le sue misurazioni del cervello. Sedicenti giornalisti si riempiono la bocca di frasi sconce (non oscene ché sarebbe far torto al porno), senza avere la minima idea di cosa stiano dicendo. Abbiamo così il piacere di sentir frasi come “Barbagia violenta”, “Barbagia misteriosa e selvaggia”, abbiamo l’onore di sentir parlar di Sardegna da Cocuzza.
Forse non ci siamo capiti: la Barbagia è paradiso.
Ve la sognate.

21 commenti:

  1. Forse non ci siamo capiti: la Barbagia è paradiso.

    Ve la sognate.



    Bello questo.

    :-)

    RispondiElimina
  2. Concordo con te..

    la Barbagia e' paradiso!


    Grazie della visita...

    mi piace il tuo blog,

    tornero' a trovarti.


    Angel

    RispondiElimina
  3. cucuzza è un coglione! scusate il francesismo. Purtroppo la tv massifica e distorce i messaggi agli occhi dei più. Fortuna che esistono i meno (anche se dovrebbero essere di più)


    p.s. messaggio contorto. Miss oggi non articola bene i pensieri.

    RispondiElimina
  4. Ma scusate...Cucuzza...chi è?

    Come dice quel famoso detto...Raglio d'asino non arriva in cielo?

    Ecco proprio quello intendevo.


    Purtroppo si va avanti per stereotipi..


    Grazie di esser passato da me :-) La mia età non è un mistero era solo ironia.

    Dalla Sardegna alla Sardegna un saluto.

    :-)) A presto

    RispondiElimina
  5. bellissimo questo post...

    mi viene in mente che qualche tempo fa un sardo che compì un atto violento nei confronti di una donna ebbe come attenuante l'essere nato in sardegna... la storia continua ad essere vergognosamente distorta, additata, i delinquenti esistono ovunque, e mai si dovrebbe giudicare se non si conosco gli usi e le consuetudini di un popolo. I barbaricini da buoni sardi sono tra le persone che meritano tanto di inchino in fatto di ospitalità... buone belle a volte rigide maniere, ma sicuramente incentrate nel rispetto delle persone...

    ciao falco...

    RispondiElimina
  6. Terra ricca di storia, cultura, sapori e zente ona... ma avete mai provato ad abbracciare il Redentore?... immergervi in quel verde rigoglioso?... la cordialità della gente...quella che ti dona quel che ha per farti felice?...chi giudica è ignorante... chi usa parole come inchiostro che si rovescia e sporca, non arriverà mai a comprendere la bellezza della nostra isola, si misteriosa in tutto... unica perla del mediterraneo... non arriverà mai nell'isola che c'è con tutti i suoi colori ...... mai capire cosa si prova a rompere una foglia di mirto selvatico e portarlo alle narici...

    profumo di zente forte, orgogliosa, e ricca dentro ...

    Bacio Falco meraviglioso Post...

    RispondiElimina
  7. Condivido in pieno..però posso dire che la maggior parte di noi sardi non conosce quel libro. Noi lo abbiamo usato nelle scuole in percorsi sulla legalità. Purtroppo in alcuni paesi, i giovani utilizzano le tradizioni in maniena un pò distorta, e non si può negare che certi fatti siano il frutto di un'ignoranza delle nostre stesse tradizioni. Un mio collega ha definito alcuni ragazzi dei paesi dell'interno: i nuovi "etnobulli". Nuovo fenomeno sociale. Se a scuole ci venisse insegnata la nostra storia, i nostri valori millenari, forse oggi saremo un'isola indipendente e non sottomessa.

    RispondiElimina
  8. e' vero che e' un paradiso e che se la sognano;ma certo preferiamo alcuni altri aspetti della cultura o raccontare dei meravigliosi murales;


    mesi fa abbiamo scritto dello stesso argomento in modo molto triste e forse scomodo


    http://giramundo.splinder.com/post/13838677#comment


    che quel "giornalista" cretino che hai citato si metta a fare antropologia o a tirare fuori le teorie di lombroso e' squallido;e' un codice culturale e non genetico ma le distanze le prendiamo comunque.

    buona domenica

    Veronica e

    Lorenzo e Anne

    RispondiElimina
  9. mai poi cos'è la civiltà? come si misura? chi crede di averne il metro di solito è solo un arrogante, quindi ignorante

    RispondiElimina
  10. " Stirpe più che ferrea,

    silenziosa sublimità sarda"


    Bellissimo il tuo blog..

    bello trovare un altro che porta la propria terra nel cuore.


    Un saluto..

    RispondiElimina
  11. dai falcone ... non ti puoi offendere per cucuzza! ti prego ...

    RispondiElimina
  12. I significato ORMAI non corrisponde quasi mai al significante

    RispondiElimina
  13. Hhehehe, per caso sto leggendo l'ultimo libro di Camilleri..e anche lui parla di significati e di segnali..e di valori distorti di un'altra isola!!

    RispondiElimina
  14. Dovrebbero smettere di parlar con leggerezza della Barbagia. E' un'isola d'arte e quello che non è arte deve essere capito, così da far realmente migliorare la situazione. ..ma son "giornalisti"..che ci vuoi far? Quelli bravi, quelli veri, di Giornalisti, son veramente pochi. A loro può interessare realmente capire..ma a Cucuzza che gli frega?!;)

    RispondiElimina
  15. Certo, credo che lui sia l'emblema di un certo modo di straparlare..non ho seguito "il nulla" dei discorsi su questo caso, ma ne ho un'idea da altri in passato..e mi spiace che ci sia questo delirio verbale...

    RispondiElimina
  16. La Sardegna è splendida. La Barbagia ha anche un fascino oscuro.

    Finché non la rovinano con cemento e asfalto a migliaia di ettari.

    RispondiElimina

  17. Terra di Barbagia


    magia sublime

    di colori e profumi

    tra distese di ginepri

    e rocce impenetrabili


    avvolgi e sorprendi

    con suoni armoniosi

    e paesaggi irreali


    umile e generosa

    madre di pochi eletti


    straziata e beffata

    da millantatori inetti



    RispondiElimina
  18. vai a Lula o a Orgosolo a dirgli di non fare occhio per occhio e dente per dente!!


    L'abigeato e le vendette esistono ancora, le faide, tutto. Certo, è solo nel mondo dei pastori e dell'anonima sarda, ma esiste eccome.


    OK che nella stampa si esagera, ma la Barbagia profonda è profonda in ogni senso.

    RispondiElimina
  19. Forse non ci siamo capiti: la Barbagia è paradiso.

    Ve la sognate.


    Quoto in pieno.

    La Sardegna è fantastica nella sua interezza; lieta di esserci nata e di viverci tuttora.

    RispondiElimina