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martedì 30 novembre 1999

JOANNES PAULUS INFECUNDUS


Capita ancora molto spesso di sentir parlare, in televisione, di Woytila. Quando morì, nell’Aprile del 2005, il mondo intero fu pervaso da una sorta di psicosi, di demenza collettiva del tutto simile a quella che fece seguito alla morte di Diana (voglio dire, già questo è abbastanza eloquente), e che travalicò abbondantemente il campo della fede. La malattia di J.P II, mentre trascinava i semplici verso la sua santificazione (emblematico il fatto che al suo funerale la gente pregava lui non per lui), copriva una serie di malefatte storicamente accertate che si verificarono durante il suo pontificato.
Alla morte, (ahimè quanto tardiva) di Paolo VI e alla morte (ahimè quanto precoce) di Luciani – Luciani come Pier da Morrone ma non certo nell’accezione della dantesca viltà – il Nostro non smantellò ma incentivò, se possibile, l’intricatissimo viluppo di mafia e soldi riciclati che legava Calvi, Sindona e quel sant’uomo di Marcinkus, che venne promosso a più alte sfere. Viluppo che Luciani tentò di sbrigliare con francescana semplicità e lo pagò malamente (quegli anni sono raccontati in maniera formidabile da D. Yallop: In nome di Dio: la morte di Papa Luciani).
Gli anni ottanta andranno ricordati, oltre che per Samanta Fox, per l’assassina pandemia di HIV che distrusse mezza Africa e per le filippiche draconiane del polacco contro l’uso della contraccezione, anche in quei paesi. Lo scandalo dei preti pedofili di cui ora si parla è cosa nata, nella sua fase più pronunciata, negli anni 90, sebbene si trattasse di un problema endemico – non certo epidemico, come i vertici ecclesiastici vollero far credere – i preti pedofili vennero redarguiti (dai pretofili) o al massimo rimossi ma mai consegnati al braccio secolare (sai che c’è? Mi son inculato un bambinello americano, mi sa che ora me ne faccio uno brasiliano!).
Centinaia di bambini stuprati e rovinati per tutta la vita sono sulla coscienza di chi, potendo e sapendo (leggere la Crimen sollicitationis) non ha agito per fermare la bestialità e i mal protesi nervi.
Fu accertato che il frate irlandese Brendan Smyth, rimase in attività (di stupro, si intende) per 45 anni (1945-1990).
Reazionario come pochi (clero femminile, omosessualità, relativismo) Woytila, da vero globetrotter ha adattato la Chiesa ai suoi tempi mediatici, roba da far invidia a Costanzo: nuotatore, sciatore, attore ecc. Ha esteso l’ossimorico culto mariano ai limiti del ridicolo, toccando l’apice col III segreto di Fatima. A parte che:
«Il demonio mi ha sparato, ma la Madonna ha deviato il proiettile!», dice Woytila.
«Ah un santo, un santo! Vede la Madonna
«Ehi, io ho sparato, ma la Madonna ha deviato il proiettile!» dice Ali Ağca (sempre sia lodato).
«Ah un pazzo! Un pazzo! Vede la Madonna!».
C’è qualcosa che non va no? Dicono la stessa cosa ma...
E poi fammi capire: sei il discendente di Dio in terra (tu sei Pietro e su questa pietra bla bla), sei infallibile per dogma (Pastor Aeternus, 1870, quel sant’uomo di Pio IX), sei l’unica Verità concessa… e… telefoni a Bruno Vespa il giorno del tuo compleanno??
Naaaa dai, c’è qualcosa che non va! Va là’ dai!
Ma alla gente basta che uno sia vecchio e sofferente e che vada in televisione per essere acclamato.
Voglio dire, mio padre ha quasi ottanta anni ed è distrutto da 300 malattie, com’è che non lo acclama nessuno? Eh ci rimango male dai! Sono geloso!
(Da bambino ho frequentato l’ACR ma nessun prete mi ha mai stuprato. Ci son rimasto male! Perché gli altri sì e io no?? Luttazzi).
Il problema è che non si può affrontare con un cattolico (cattolico, non cristiano) un discorso sul piano storico. Mia madre, cattolica impenitente, ogni volta sposta truffaldinamente la discussione su un piano dogmatico, cosa insopportabile: «Prega chi vuoi – io per esempio prego ogni sera Michael Knight – ma non rompermi i coglioni sulla storia!», le dico, ma è inutile, le è impossibile. Come è impossibile al cristiano medio chiedere di studiarla, la storia. La storia del Vaticano (Gli italiani sotto la Chiesa, G. B. Guerri, Mondadori) è uno sfacelo totale, e come tale si avviluppa al magma fluido che è la Storia, è troppo chiedere che venga riconosciuto? Ė troppo ricordare ogni tanto, oltre che J. P. II con un cappello da messicano in testa, che a Giordano Bruno fu messo il morso già sul rogo per impedirgli di bestemmiare
ancora? Perché non dedicare una trasmissione televisiva alle 20 30 sulle “bestemmie” di questo filosofo che il mondo ci invidia? I cattolici con cui, da ateo razionalista, mi capita di parlare, difficilmente accettano una discussione su un piano non dogmatico, ma storico, e non sapendo spesso come rispondere perchè ignorano (non è colpa mia se a me studiare piace), aggrediscono. Provare per credere: è l'ignoranza aggressiva di cui parlo sotto. Soprattutto, mai toccare Woytila, il ragionamento sarà immediatamente aprioristico.
Io non ce l'ho con te che credi, ma con te che non sai e parli a sproposito.
Uno degli ultimi, pallosissimi libri (l’ho letto) di Woytila si intitola “Alzatevi, andiamo!”. A parte che mi devi spiegare cosa ti fa pensare che io sia seduto (forse tu l’unico in piedi?) e poi, al massimo si va dove dico io: in archivio, a studiare un po’.

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