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martedì 30 novembre 1999

PHONÈ





Il 31 Luglio 1981, dalla Torre degli asinelli di Bologna, Carmelo Bene lesse Dante in ricordo della strage dell’anno precedente. Settecento anni prima fu Boccaccio, e proprio a Bologna, a fare la prima Lectura Dantis della storia. Assistettero, in quel 1981, alla manifestazione, circa centomila persone.
Di questo evento vennero fatte delle riprese, quasi amatoriali, oggi rieditate da Marsilio, in un DVD imperdibile. La suggestione delle immagini, praticamente una sola, fissa e lontana, che permette una maggiore concentrazione sulla voce, è inenarrabile.
Attraverso un sistema fonico complesso, tanto caro all'autore, la voce letteralmente invase il centro storico, lo pervase, lo permeò.
Ė una voce che non ha tempo né spazio, perché non viene dal tempo, né dallo spazio.
Ė, finalmente, la parola al di là delle parole.
Ma non voglio soffermarmi qua sulla figura di Carmelo Bene, il cui approfondimento rimando a qualsiasi testa abbia intenzione di pensare. Vorrei però citare un passaggio tratto dal libro che accompagna il DVD, e che racconta la tormentata genesi dell’evento. Si tratta di un frammento della conferenza stampa di C.B, nel quale si parla del significato della poesia.
Ė difficile dire il come e il quare, quando una pagina, una riga di ciò che si legge racchiuda con perfetta chiarezza e lucidità ciò che si pensa, o forse che si è sempre pensato a prescindere da qualsiasi temporalità. Non vado oltre, e lascio semplicemente le parole del Nostro.








«Ė una strumentalizzazione utilizzare la grande poesia nei momenti di emergenza civile?
Ė sacrosanto farlo, al di là di ogni cosa: per un’ora, per mezz’ora, per cinque minuti, per un attimo, ci si dimentichi di essere cittadini. Ma cosa vuol dire?
Cittadini, esseri miserrimi, servi sello Stato, della famiglia, della coppia, di sé stessi a volte. Una ventata di grande poesia può benissimo spazzare a zero, fare i conti coi millenni e qui ci può arrivare anche l’ultimo contadino del profondo sud, benissimo ci può arrivare, perché è dotato di una musicalità che il nord non possiede. Ė molto più importante questo, ecco in che senso poi dopo può tornare, se vogliamo, migliorato, non nel senso della poesia, nel senso dell’anticivile, ma può tornare veramente migliorato nella sua operazione quotidiana civile»
«Si riferisce allo spettatore?»
«
Certamente. Quindi per paradosso, lo si può migliorare civilmente attraverso una iniezione di anticiviltà, non di inciviltà, attenzione eh?».

13 commenti:

  1. Ammazza ben tornato

    sono stata preoccupata per te

    pensa un po' che scema :(


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  2. Il falcone è tornato? Eccezionale!

    grazie per la visita.

    K.

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  3. Bentornato! dai per ora cominci bene: post impegnati vs. pompini 1-0!

    come stai? stavolta però non sparire! ciao ciao

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  4. Notevole: un rientro in grande stile :)

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  5. Io l'ho sempre detto che i bolognesi sono poetici...anche il vecchino che incontri dal tabaccaio ti tira fuori certe cose che ti fanno venire le lacrime agli occhi...

    Bel popolo!

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  6. Corollario


    “…Poi ci sono quelli che si danno da fare per mettere fine alle ingiustizie e risollevare le sorti dei poveri. Pasolini nelle ultime cose che ha scritto li definiva simpaticamente i “simpatici”. Ed io mi trovo assolutamente concorde con lui nel pensare a loro in questi termini. Si sa, naturalmente, che perdono solo il loro tempo – come noi tutti del resto, nessuno escluso: io so tutti naturalmente -, ma mi fanno troppa tenerezza per dar loro contro. Sono “simpatici”, però, ecco, sono davvero “simpatici”! Loro si sentono vivi solo se vivono esclusivamente per gli altri. E lasciamoli fare, vivaddio! E la loro trascendenza quotidiana. Che vuoi farci? Potrei dire, tanto male non fanno, ma mi guardo bene dal farlo! Il concetto di ingiustizia non c’è, non esiste, non si dà, si fonda sul niente, è solo una gran puttanata che ci raccontiamo, anzi, che vi raccontate per il bisogno che avete di separare il bene dal male. Ma anche i concetti di bene e di male non esistono. E anche l’idea stessa della miseria va riveduta. Quale è la vera miseria a questo mondo se non quella data dall’assenza di esistenza, di quell’esistenza che è possibile fondare solo attraverso il linguaggio e, quindi, attraverso la poesia? Forse l’infelicità, però, quella somma, può in qualche modo sopperire alla mancanza di linguaggio, perché in quel caso diventa essa stessa poesia, o materiale per la poesia che dir si voglia. E allora, se non è possibile creare un popolo di poeti, creiamo almeno un popolo di infelici! La felice infelicità data solo dalla miseria che è, insieme alla religione, come qualcuno ha ben detto e come io rettifico, l’oppio dei poveri, va assolutamente preservata. La dignità dell’esser poveri va salvaguardata a tutti i costi. Tentare di risollevare le sorti dei poveri o, peggio ancora, di divertirli, peggio ancora, con il teatro della prosetta messo in piedi dai referenti di tutto il mondo, è assolutamente disdicevole. Basta con questi oltraggi alla miseria! La miseria è Sacrosanta!”


    Carmelo Bene

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  7. Corollario


    “…Poi ci sono quelli che si danno da fare per mettere fine alle ingiustizie e risollevare le sorti dei poveri. Pasolini nelle ultime cose che ha scritto li definiva simpaticamente i “simpatici”. Ed io mi trovo assolutamente concorde con lui nel pensare a loro in questi termini. Si sa, naturalmente, che perdono solo il loro tempo – come noi tutti del resto, nessuno escluso: io so tutti naturalmente -, ma mi fanno troppa tenerezza per dar loro contro. Sono “simpatici”, però, ecco, sono davvero “simpatici”! Loro si sentono vivi solo se vivono esclusivamente per gli altri. E lasciamoli fare, vivaddio! E la loro trascendenza quotidiana. Che vuoi farci? Potrei dire, tanto male non fanno, ma mi guardo bene dal farlo! Il concetto di ingiustizia non c’è, non esiste, non si dà, si fonda sul niente, è solo una gran puttanata che ci raccontiamo, anzi, che vi raccontate per il bisogno che avete di separare il bene dal male. Ma anche i concetti di bene e di male non esistono. E anche l’idea stessa della miseria va riveduta. Quale è la vera miseria a questo mondo se non quella data dall’assenza di esistenza, di quell’esistenza che è possibile fondare solo attraverso il linguaggio e, quindi, attraverso la poesia? Forse l’infelicità, però, quella somma, può in qualche modo sopperire alla mancanza di linguaggio, perché in quel caso diventa essa stessa poesia, o materiale per la poesia che dir si voglia. E allora, se non è possibile creare un popolo di poeti, creiamo almeno un popolo di infelici! La felice infelicità data solo dalla miseria che è, insieme alla religione, come qualcuno ha ben detto e come io rettifico, l’oppio dei poveri, va assolutamente preservata. La dignità dell’esser poveri va salvaguardata a tutti i costi. Tentare di risollevare le sorti dei poveri o, peggio ancora, di divertirli, peggio ancora, con il teatro della prosetta messo in piedi dai referenti di tutto il mondo, è assolutamente disdicevole. Basta con questi oltraggi alla miseria! La miseria è Sacrosanta!”


    Carmelo Bene

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  8. Sottoscrivo in toto l'ultima parte.

    Carmelo Bene non mi faceva impazzire, ma sbaglio io.

    Daniele

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  9. saluto gli amici che trovo qui anzitutto..


    Eccezionale l'intervento di C.B. sulla poesia che libera il cittadino dalla propria condizione, poi sull' " anticiviltà" è necessario puntualizzare perchè ANTI sta per contro, in realtà, da quanto detto sopra e condiviso, si tratta di una dimensione democraticamente superiore alle strutture infrastutture civili, non contro di esse.


    Io vorrei trovarla questa lettura * se mi può aiutare *

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  10. Sono contento che C.B abbia suscitato un buon dibattito: questo mi lascia ben sperare che questa volta il blog riscuota attenzione non solo per la sua analità/oralità.

    Vi ringrazio, e @BoucheRouge: condivido pienamente la tua lettura.

    Il libro-dvd è edito da Marsilio ed è curato da Rino Maenza. Molto si trova su youtube e qualcosa ancora la può portare direttamente a casa il muletto.

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  11. Ritorno in grande stile!!

    ottimo..

    s.

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  12. il muletto è sempre qui che carica e scarica, grazie mille...


    sì, ma che sia un blog - melograno


    semi di natura diversa in un unico frutto...;D

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  13. mi perdoni se mi soffermo su questa frase che non condivido:


    "Una ventata di grande poesia può benissimo spazzare a zero, fare i conti coi millenni e qui ci può arrivare anche l’ultimo contadino del profondo sud, benissimo ci può arrivare, perché è dotato di una musicalità che il nord non possiede"


    Ho amato Carmelo Bene, ma era capace di paradossi assai ruffiani

    :)

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