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martedì 30 novembre 1999

UNA TEORIA PROVVIDENZIALE SU VASCO ROSSI

Detesto Vasco Rossi. Ė innegabile del resto, per chi l’abbia sentito parlare, esprimere un pensiero, una idea, che egli sia poco meno che un minus habens. Ė tuttavia altrettanto innegabile che abbia scritto delle canzoni bellissime e con spiccato carattere di letterarietà, intendendo il sottoscritto per letterarietà la capacità di parlare tramite il particolare all’universale (massimo esempio La Divina Commedia, ma in quel caso si parla non solo all’universale, ma anche dell’universale). L’unica maniera di ascoltare Vasco Rossi è quindi quella di fare questo discorso qua. Ė una frattura davvero impressionante: come è possibile scrivere delle poesie (Sally è un pugno nelle stomaco per tutti: Sally cammina per la strada leggera, ormai è sera / si accendono le luci dei lampioni / tutta la gente corre, corre a casa davanti alle televisioni, mi fa pensare ai cagliaritani affannati, sul far delle 20 invernali, a tornare a casa coi pacchi carichi delle loro strenne natalizie, tutti contenti e soddisfatti di aver realizzato così la loro giornata) e delle cose del genere? Va là:
Vorrei possederti sulla poltrona di casa mia con il rewind
/ è tutto necessario
è una cosa che non si può sentire.
Come si spiega questa dicotomia?
Dio aveva deciso di instillare parte di sé (la letterarietà) in un altro dei cinque o sei cantautori del secolo scorso da lui prescelti a tal fatta. Si accingeva, il perchè lo saprà lui, a farlo appunto sull’emiliano quando Hermann, cugino tossicodipendente di Dio, lo sodomizzò e poi rinchiuse in uno sgabuzzino, dandogli da mangiare solo crema di riso Müller e da leggere solo libri di Salvatore Niffoi.
Una cosa intollerabile per chiunque.
Questo per anni e anni. Le conseguenze di questa latenza di Dio si vedono in molteplici situazioni che non è qua uopo elencare. Fortunatamente, in un momento in cui Hermann si era distratto a controllare una cosa in internet, Dio si è liberato. Adesso lui e il cugino giocano allegramente assieme (hanno capito che se si sodomizzano a vicenda è molto più divertente) e così si spiega l’alternanza delle cose umane e divine sulla nostra misera terra, Vasco Rossi compreso.
Il Falcone ha scovato un momento in cui sul Nostro di Zocca soffiava, nella sopradescritta alternanza, l’alito divino, e ve lo serve per voi, fresco fresco come le tettine di una ventenne:





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