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domenica 4 dicembre 2011

ANAL GALSI


Mi è capitato spesso di parlare, nei mesi precendenti, dei numerosi e continui stupri che la nostra Isola subisce da parte del governo nazionale. Anche un piccolo blog, che non può certo sensibilizzare le masse, può però servire a dire che si dissente, che ci si dissocia, che si prendono le distanze da quanto viene fatto e si ritiene altamente dannoso per la nostra gente. Ho parlato, nel primo Figlio di Bakunin, di scuola, ho parlato di cultura, ho parlato di basi militari e ogni volta ho inteso non pontificare, ma invece scrivere col presupposto del "non in mio nome".
Non so cosa si aspetti la gente dal cambio ai vertici di governo, so invece bene cosa accade qua: la disoccupazione giovanile, le aziende che chiudono, le centinaia di suicidi ogni anno, lo spopolamento, le vessazioni e i pignoramenti di Equitalia contro cui hanno fatto un poderoso sciopero della fame sette donne, in rappresentanza di noi tutti.
Anche col nuovo governo, il progetto Galsi (Algeria-Sardegna-Toscana) va avanti. Come con le basi militari, come coi radar, ci si accinge a stuprare il territorio, nel senso letterale: espropriarlo ai contadini, sviscerarlo, inserire come in una lunga cicatrice un gasdotto sotterraneo per portare il gas (e i soldi) fuori dall'isola. A rischio zone archeologiche, artistiche, naturalistiche e zone umide pregiate come le saline di Sant'Antioco. Mauro Pili, peste lo colga, continua a vedere nel progetto una palingenesi della Sardegna. Sì, proprio come quella avvenuta durante i suoi anni di governo.
NESSUN beneficio, al momento e stanti le attuali infrastrutture isolane, è previsto per la Sardegna dal progetto Galsi.  Un grande tubo che parte dall'Algeria, passa per il culo dei sardi, e va a finire in Toscana.


2 commenti:

  1. Grazie di essere passato a trovarmi!
    Complimenti per il blog!
    Buona serata

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